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di micjo (06/11/2005 - 12:46)

IL SOFTWARE LIBERO di Luca Livi e Piergentili Emilio

Il concetto di software libero discende naturalmente da quello di libertà di scambio di idee e di informazioni. Negli ambienti scientifici, quest'ultimo principio è tenuto in alta considerazione per la fecondità che ha dimostrato; ad esso infatti è generalmente attribuita molta parte dell'eccezionale ed imprevedibile crescita del sapere negli ultimi tre secoli.

Ecco dei link dove si possono trovare informazioni utili sul software

libero.........

http://www.linuxdidattica.org/

software libero nelle scuole

http://www.linux.it/GNU/

materiale politico sul software libero

http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html

cos'è il software libero

http://www.softwarelibero.it/documentazione/softwarelibero.shtml

cos'è il software libero

http://www.auth.gr/mirrors/gnu/fsfe/documents/freesoftware.it.html

cos'è il software libero

http://osa.aster.it/seminario-sl/

software libero

http://linux.kuht.it/modules/news/article.php?storyid=269

software libero per gli ospedali delle nazioni più povere

http://www.emillo.net/software_libre

cos'è e come posso saperne di più

http://www.bfsf.it/legislazione/

norme e proposte di legge sul software libero

http://www.pluto.linux.it/scuola/

software libero nelle scuole

http://www.olama.net/softlibero.htm

cos'è il software libero

Secondo il nostro punto di vista il software libero è un passo in avanti nell'ambito dello scambio libero di idee

ed informazioni, perchè basa i suoi principi su quattro libertà:

1)La libertà di eseguire il programma per qualunque scopo, senza vincoli sul suo utilizzo

2)La libertà di studiare il funzionamento del programma, e di adattarlo alle proprie esigenze.

3)La libertà di redistribuire copie del programma.

4)La libertà di migliorare il programma, e di distribuirne i miglioramenti.

Inoltre secondo noi è molto utile perchè puo essere utilizzato da chiunque e in qualunque ambito adattandolo alle

proprie esigenze senza troppe restrizioni.

 

Anche dopo la scuola resteremo sempre nelle vostre aule telematiche...grazie per la formazione scolastica!

da Piergentili

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di brupe (10/10/2004 - 19:21)

Questo spazio sara' dedicato all'attività di RECUPERO ON LINE dei debiti per gli alunni delle classi 3 e 4 B per la disciplina di Tecnologie Disegno e Progettazione Elettroniche (TDP).

A giorni le indicazioni sull'organizzazione.

Per ora aspetto, neii commenti, domande sulle parti del programma su cui avete dubbi.

A presto

Brunella Pellegrini

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di polival (14/05/2004 - 09:53)

MOSFET

Di politano’ valerio 7/05/04 i.t.i.s. A.Enstein

Motore di ricerca: “MSN”

http://www.uniroma2.it/didattica/fond_el/deposito/Il_Mosfet.pdf

(insufficiente spiegazione sul funzionamento del mosfet,ma d’altra parte ricca illustrazione accompagnata da formule)

http://www.cesnef.polimi.it/corsi/fde/mos1.pdf

(struttura e funzionamento del mosfet di facile comprensione,con rappresentazione grafica a colori)

http://www.cesnef.polimi.it/corsi/fde/mos1.pdf

(principio di funzionamento del mosfet, elencazione dei vari tipi esistenti,ed i suoi effetti secondari)

http://vlsi.die.uniroma1.it/centurelli/lez15.pdf

(illustrazione e formule del mosfet ad arricchimento e a svuotamento)

motore di ricerca: “SUPEREVA”

http://art.supereva.it/arfios/dispense/CAP03.PDF

(confronto tra bjt e mosfet)

motore di ricerca: “VIRGILIO”

http://www.dei.unipd.it/corsi/fondelet/Lezioni/Settimana_9/Esempio_Gate_Comune.pdf

(mosfet a gate comune)

http://users.unimi.it/metis/METIS-3MKB/courseware/fet/INDICE%20MOSFET.htm

(spiegazione compelta del mosfet)

http://www.lithium.it/articolo.asp?code=48&pag=6

(riferimenti alla logica CMOS,e alla configurazione a doppio gate)

http://corsi.ir3ip.net/elettronica2.pdf

(elementare descrizione del mosfet e del mosfet di potenza)

MOSFET

  • storia

1)come nasce

  • struttura
  • funzionamento

1)mosfet a canale n

2)mosfet a canale p

3)mosfet a doppio gate

4)mosfet di potenza

  • effetti secondari
  • utilizzo

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di dtiberia (11/05/2004 - 09:15)

Luca Livi

Ottica geometrica,fisica ed equazioni di Maxwell

Motore ottica geometrica

Motore di ricerca

Presentazione di Powerpoint su ottica fisica e geometrica

Presentazione ottica fisica e geometrica

Motore ottica geometrica

Motore di ricerca ottica geometrica

Ottica geometrica e cenni luce

motore di ricerca

Cenni luce

Tesi sull’ottica geometrica

Guide graded index e step index

Modi guidati

Ottica fisica e geometrica

Motore di ricerca equazioni di maxwell

Motore equazioni Maxwell

Equazioni di Maxwell

Equazioni di maxwell

Sintesi di Maxwell

Maxwell in forma integrale l

Motore di ricerca ottica fisica

Motore ottica fisica

Ottica fisica

Ottica fisica

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di polival (07/05/2004 - 09:30)

                        MOSFET

 

 

Motore di ricerca: VIRGILIO

 

http://users.unimi.it/metis/METIS-3MKB/courseware/fet.htm

descrizione completa del funzionamento del mosfet arricchita con grafici.

 

http://www.lithium.it/articolo.asp?code=48&pag=6

descrizione del mosfet enhancement con riferimenti alla logica CMOS,e alla configurazione double gate(doppio gate,+ grafici

 

http://vlsi.die.uniroma1.it/centurelli/lez15.pdf

grafici e formule inerenti al comportamento e al funzionamento del mosfet.nessuna spiegazione

 

http://vlsi.die.uniroma1.it/centurelli/lez14.pdf

sito simile al precedente con qualche piccolo cenno,tante formule e tanti grafici

 

http://graymalkin.dees.unict.it/courses/ele2/Capitolo03.pdf

confronto tra bjt e mosfet

 

motore di ricerca: YAHOO

 

http://www.cesnef.polimi.it/corsi/fde/mos1.pdf

sito semplice e poco descrittivo,grafici elementari ma chiari

 

http://www.uniroma2.it/didattica/fond_el/deposito/Il_Mosfet.pdf

sito illustrativo abbastanza chiaro con grafici e brevi spiegazioni

 

http://corsi.ir3ip.net/elettronica2.pdf

sito generale con piccola descrizione del mosfet e del mosfet di potenza

 

http://www.compel-elettronica.it/pagine/comp_attivi.htm

sito solo con immagini dei componenti

 

motore di ricerca: GOOGLE

 

http://digilander.libero.it/l_agora/F.E.T._e_%20Mosfet.htm

breve sito senza formule e grafici,ma con spiegazione e descrizione del componente

 

http://ieee.ing.uniroma1.it/ring/ring0/soi.html

sito con applicazione del mosfet nella tecnologia soi

 

http://www.elettronica.ingegneria.unige.it

sito completo con ottima descrizione,pochi grafici e molte immagini

 

http://www.autocostruire.it/jolly/audiophile/cap8/cap8.htm

sito con storia e nascita del mosfet,con qualche cenno sul funzionamento

 

 

 

MOSFET

  • storia
  • come nasce
  • struttura
  • funzionamento

1)mosfet a canale n

2)mosfet a canale p

3)mosfet a doppio gate

4)mosfet di potenza

  • confronto con il bjt
  • effetti secondari
  • utilizzi

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di micjo (07/05/2004 - 09:28)

colella silvia 5°b

- Le caratteristiche dei sensori

- vari tipi di sensori

- le capacita' dei sensori

Sensori e Trasduttori e le loro applicazioni.

http://www.galileimirandola.it/lezioni/trasduzione/La-trasduzione.htm

 

Caratteristiche del sensore

caratteristiche dei sensori(link)

 

Vari tipi di sensori

http://mariottim.interfree.it/doc02_i.htm

Tipi di sensori

http://www.tiflosystem.it/prodotti/motricita/sensori/leva.htm

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mappa fibre ottiche

di dtiberia (07/05/2004 - 09:18)

E' possibile vedere la mappa cliccando sul link MAPPA

Tiberia Danilo  Livi Luca Classe 5B

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di ricky85 (04/05/2004 - 08:04)

ROMA 16/04/04 SITI INERENTI AL CMOS Ceccarelli Christian VB

1)Logica dinamica CMOS

2)Cenni sulle famiglie logiche TTL CMOS

3)Confronto tra tecnologie CMOS

4)transistore C MOS

5) Caratteristica statica di un inv. CMOS

6) tecnologia,potenza e logiche di un C MOS

7) Tassonomia delle famiglie logiche C MOS

8) Tecnologia C MOS

9) struttura C MOS

10) modelli di dispositivi e transistori C MOS(1)

11) modelli di dispositivi e transistori C MOS(2)

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di ricky85 (30/04/2004 - 09:38)

16/04/2004      Siti sul CMOS       Riccardo Cappellano 5B

  1. Utilizzo CMOS in un processore Intel
  2. Esercitazioni con utilizzo CMOS
  3. Spiegazione ampia sul CMOS

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segnalazione 5B

di MarcoP (20/04/2004 - 18:50)

Attenzione!
Vi invito a controllare gli ultimi post con mozilla ed a sistemare tutti i link "lunghi" così come discusso in classe. Per chi non l'avesse ancora fatto bisogna aggiungere anche gli argomenti (scalette)...
Prendete ad esempio questo post
Altro appunto: usate il titolo, altrimenti la sezione "ultimi post" resta vuota!

Grazie

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Tecnologia TTL Strazzera-Falcetti

di othello156 (20/04/2004 - 09:38)

Pensavate che non li avessi trovati eh??E invece ecco i miei link:

  • TTL      (Brevi cenni tecnici sulla tecnologia TTL)
  • USCITA   (Tipi di uscita delle porte TTL, es.Totem pole)
  • FUNZIONAMENTO   (Brevi cenni sul funzionamento delle porte logiche)
  • TTL 2  (Brevi cenni tecnici sulla tecnologia TTL)
  • IMPIEGHI  (Alcuni impieghi delle porte logiche in meccanica ed elettronica

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Link fibre ottiche

di dtiberia (16/04/2004 - 09:37)

Tiberia Danilo 5B

FIBRE OTTICHE

Motore di ricerca: Google con parola chiave fibre ottiche

Fibra ottica in generale

Principi di ottica , animazioni sulla propagazione dei raggi luminosi in una fibra ottica e varie

dispersioni

Tesi laurea

Tesi di laurea sulle fibre ottica

Spalierno

I.T.I.S. Panetti Lezione sulla fibra ottica del prof. Spalierno

Motore di ricerca: Msn con parola chiave fibre ottiche ppt

FO PPT

Presentazione fibre ottiche in Powerpoint del prof. Piangatello

F OTTICHE

Spiegazione generale sulle fibre ottiche

Motore di ricerca: gOOgle con parola chiave spiegazione fibre ottiche

FO e dispersioni

Illustrazione sintetica della FO dalla costituzione ai modi di propagazione e le relative dispersioni

Motore di ricerca: altavista con parola chiave spiegazioni fibre ottiche e poi con funzionamento fibre ottiche

Guide d onda

Cenni sui principi di funzionamento delle guide d’onda estratto da Ingegner Francesco Buffa

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di ricky85 (16/04/2004 - 09:34)

16/04/04               Siti CMOS              Simone Giarlini VB

 

1) Transistore cmos

 

2) Logica dinamica cmos

 

3)Caratteristiche della famiglia cmos

 

4) Spiegazione cmos

 

5) Struttura cmos

 

6) L’ottimizzazione di circuiti vlsi

 

7) Caratteristiche statiche di un inverter

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di caravillanir (16/04/2004 - 09:31)

I Trasduttori Roberta Caravillani

Spiegazione dei trasduttori e le eventuali classificazioni

trasduttori di livello

Libro: Elettronica le applicazioni; autori:R. Giometti - F. Frasari; casa editrice:Calderoni (Spiegazione trasduttori le sue varie classificazioni, le varie suddivisioni,ecc.)

circuiti equivalenti

circuiti equivalenti

trasduttori e sensori

trasduttori e sensori

misure elettriche

Misure elettriche

Ponti di misura

Libro di testo di quest’anno (trasduttori caratteristiche, classificazione,principio di funziona

Mento ecc.)

classificazione in base alle caratteristiche

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Interfacciamento, condizionamento e adattamento

di micjo (16/04/2004 - 09:27)

Link sul condizionamento…

Introduzione sul condizionamento, amplificatori per il condizionamento, circuiti di condizionamento, sono presenti soprattutto immagini.

Circuiti di condizionamento dei segnali: amplificatori, traslatori di livello, convertitori I/V e V/I, filtri nelle parti 3-4-5

  • inoltre abbiamo utilizzato informazioni da un libro di elettronica.

sull’ interfaccia…

Circuiti di interfaccia: RS232, IEEE488

Cosa è un interfaccia??…..un interfaccia può essere….funzioni principali di un interfaccia,

Esempio di interfacciamento tra moduli.

Interfacciamento tra dispositivi, schede e tra sistemi multischede.

Contiene la piedinatura di una porta parallela, utilizzabile per l’interfacciamento, ed il software per la gestione.

e sull’adattamento...

Contiene uno schema a blocchi con interfaccia e adattamento, trasformazioni-conversioni-adattamento, circuiti analogici, interfaccia-adattamento: circuiti analogici-digitali, conversione digitale.

Argomenti trattati nell’elaborazione dei testi:

Interfacciamento:

  • Definizione di interfacciamento
  • Vari tipi di interfacciamento
  • Funzioni principali di un interfaccia
  • Schema a blocchi
  • Regole per un corretto interfacciamento
  • I registri
  • Interfacciamento tra dispositivi
  • Interfacciamento tra schede
  • Interfacciamento tra sistemi multischede
  • Circuiti di interfaccia

Condizionamento:

  • Elementi usati per il condizionamento
  • Amplificazione
  • Adattamento d’impedenza
  • Riduzione del rumore
  • Controllo della dinamica
  • Sistema di acquisizione
  • Circuiti per il condizionamento

Adattamento:

  • Schema a blocchi
  • Trasformazioni-conversioni-adattamento
  • Circuiti analogici
  • Interfaccia-adattamento: circuiti analogici-digitali
  • Conversione digitale

5B Giulio Fazzi – Emilio Piergentili

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di ricky85 (06/04/2004 - 08:52)

Riccardo Cappellano 5b

 

 

New-Global

Siti riferimento:

http://it.altavista.com/                                                        (Motori di ricerca per informazioni del tipo

http://it.yahoo.com/                                                               “Chi sono” “Di cosa si occupano” ecc.)

http://www.hotbot.com

Siti “New Global” trovati:

http://www.newglobal.it/xoops2/html/                                    (Sito per ricerche approfondite sul tema)

 

Introduzione:

Globalizzazione Processo di integrazione tra le economie della maggior parte dei paesi del mondo che si è sviluppato soprattutto a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Con il termine globalizzazione ci si riferisce a un insieme di fenomeni, tra cui i più importanti sono: aumento del commercio internazionale; diffusione delle imprese multinazionali; finanziarizzazione dell’economia. Questi fenomeni possono essere meglio compresi guardando all’evoluzione dell’economia nella seconda metà del XX secolo.

 

Chi sono?

Li chiamano No-Global: chi sono in realtà, soprattutto, che cosa vogliono? Quali sono le radici del fenomeno sociale e politico più rilevante degli ultimi anni? Il movimento che a Seattle ha ricevuto il suo battesimo mediatico e che è cresciuto attraverso i social forum di Genova, Firenze e Porto Alegre, ha raggiunto la massima capacità di mobilitazione portando in piazza milioni di persone in tutto il mondo a manifestare contro la guerra in Iraq. Eppure per molti rappresenta ancora un oggetto misterioso, avvolto in una nube di equivoci che, almeno in Italia, hanno messo in secondo piano la questione centrale: l’opposizione alla supremazia del mercato imposta dal neoliberismo. Attraverso storie di attivisti più o meno noti, ma anche cifre, schede sulle associazioni italiane e su dieci proposte new global, l’inchiesta di Mario Portanova cerca di tirare alcuni dei mille fili che formano la grande rete di un movimento mondiale senza precedenti per varietà di idee, persone, nazionalità e campi d’azione. Il sindacalista americano che ha inventato Seattle, l’ anarco-insurrezionalista che sfascia le banche, la disobbediente che boicotta la guerra, il giornalista che indaga sui crimini delle multinazionali, il lillipuziano che mette in pratica ogni giorno la sua rivoluzione… Sono soprattutto le esperienze individuali che a poco a poco chiariscono le proteste e le alternative concrete da cui prende vita un altro mondo, anzi tanti altri mondi possibili.

"Altri mondi. Storie, personaggi,

 idee del movimento new global" 

Feltrinelli

Il "popolo di Seattle":

Il "popolo di Seattle" Negli ultimi anni, gli effetti delle strategie economiche e commerciali dell'Organizzazione mondiale per il commercio, della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale, hanno destato la preoccupazione di ampi settori dell'opinione pubblica mondiale, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo, i più esposti ai rischi insiti in una mondializzazione.

 

New-Global e conflitti.Il confronto è aperto:

Il 24 e 25 ottobre si è svolto a Roma un affollato convegno promosso dall'Associazione Aprile per la sinistra della capitale che ha favorito la discussione pubblica tra un gruppo di sociologi delle Università di Roma, Milano, e Firenze (essi stessi collaboratori dell'iniziativa), tra i quali Michel Wieviorka, direttore del Cadis (Centro di ricerca all'interno dell'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales fondato da Alain Touraine), Yvon LeBot, ricercatore del Cadis, Antimo Farro, dell'Università di Roma 1. Si tratta di sociologi impegnati da oltre un anno in una ricerca sul campo che ha come oggetto il movimento contro la globalizzazione neo-liberista.
La ricerca, di cui nel convegno si sono presentati i primi risultati basati su circa 300 interviste, è parte di un percorso di indagine di respiro europeo che coinvolge Spagna, Portogallo, Olanda, Gran Bretagna, Francia, Italia e Germania. L'obiettivo è quello di avviare una riflessione sulla società contemporanea che consenta di cogliere le novità del movimento new global.

L'ipotesi-guida dell'indagine è che i nuovi conflitti determinati dalla globalizzazione neoliberista rappresentino una cesura rispetto al modello tradizionale del conflitto di classe nelle ex società industriali.

Si tratta di una discontinuità qualitativa che emerge quando si affronta il tema della "soggettività" dei militanti del movimento, ricorrente in gran parte delle interviste effettuate: affermazione di "autonomia culturale" a fronte di un dominio che interviene soprattutto a livello dell'elaborazione e diffusione di codici culturali (modelli di vita, di consumo, di lavoro). C'è poi l'affermazione di peculiarità soggettive che oltrepassano la contrapposizione individuale-collettivo, propria anch'essa della società industriale di vecchio stampo. Nella due giorni romana si è dibattuto soprattutto su queste ipotesi interpretative.
Al convegno hanno partecipato anche numerosi militanti e leader del movimento, militanti e dirigenti della sinistra sociale, politica, sindacale e dell'associazionismo. Le tavole rotonde sono state coordinate da Benedetto Vecchi il manifesto, Pierluigi Sullo Carta e Piero Sansonetti l'Unità. Nel dibattito si sono poi esplorate le implicazioni possibili del movimento per quanto concerne l'azione dei soggetti consolidati della sinistra sociale, politica e culturale (da segnalare gli interventi di Giovanni Berlinguer, Lidia Ravera, Famiano Crucianelli, Pietro Folena, Giovanna Melandri, Giovanni Russo Spena). La struttura prevalentemente seminariale ha di sicuro favorito l'interazione serrata attorno a ogni argomento tra le quattro categorie coinvolte nell'iniziativa (studiosi, esponenti del movimento, del sistema politico, pubblico di militanti/simpatizzanti del movimento new global).
Questo convegno romano ha confermato il ruolo che Aprile può svolgere come luogo politico.

 

Genova 2001: protesta "no global"Nel dicembre 1999, in occasione del vertice di Seattle del WTO (l'Organizzazione mondiale per il commercio), sulla scena internazionale fece la sua comparsa un forte movimento di critica alle politiche di globalizzazione sostenute dai massimi organismi economici e finanziari internazionali (WTO, FMI e Banca mondiale) e dalle maggiori potenze industriali riunite nel G8.

 

 

 

 

 

 

In Politica:

La rivincita dei New-global di Michele Serrafirenze non brucia. E parecchia gente della politica e dei media è rimasta con il cerino in mano: speriamo che finalmente lo spengano, adesso, e lo buttino negli appositi cestini, dimostrando lo stesso senso civico della stragrande maggioranza dei manifestanti. Il fantasma agitato per settimane era quello di una città di cristallo che non avrebbe retto l'urto dell'orda new-global. Di urtante, nei fatti, c'è stata solamente la grettezza fobica di qualche bottegaio, che ha complicato l'approvvigionamento delle giornate fiorentine. Per il resto, qualche urlaccio fuori tono e un fumogeno, meno di quanto sappia esprimere, ogni domenica, da anni, una curva turbolenta come la Fiesole.Ed erano in centinaia di migliaia di ragazzi, assistiti con diligente discrezione dagli organizzatori finalmente organizzati, da gruppi di badanti della vecchia sinistra politica e soprattutto sindacale, e da forze dell'ordine evidentemente rinsavite dopo la pazzia genovese, e bene istruite dai loro capi (un successo del governo, questo, che dovrebbe fare riflettere soprattutto il governo, ostinatamente sordo e cieco dopo i fatti di Genova).Le frange estreme interne al movimento new-global, nonché le bande (esterne al movimento) che misero a ferro e fuoco Genova, sono evidentemente un rischio sempre innescato, ma non un prezzo da pagare inevitabilmente. A bocce ferme e vetrine salve, sarebbe utile rivedere i toni isterici della vigilia e chiedersi quanto derivassero da una esagerata ma sincera premura per l'integrità di Firenze, e quanto da astio ideologico e da bacchettonismo politico.Ogni dissenso, da che democrazia è democrazia, innesca delle turbolenze e spesso delle violenze. Ma questa volta l'impressione, netta, è che gli strepiti di paura riguardassero non le turbolenze, ma il dissenso stesso, il dissenso in quanto tale, reputato nell'area governativa (nettamente maggioritaria anche nei media) un insopportabile cascame del passato "comunista".A partire dall'età media dei manifestanti, dal loro numero, dalla varietà delle matrici culturali presenti a Firenze, è invece addirittura ovvio che questa gente vive le tensioni e le speranze del presente e del futuro, e piuttosto che rappezzare i cocci delle vecchie ideologie cerca di scansare quelli prodotti dal Nuovo Ordine Mondiale.Traditi anche da un avvio malpratico (poca dimestichezza col marketing), i new-global continuano a essere definiti dalla maggioranza dei giornali no-global. L'equivoco alimenta (anche al loro interno) qualche dubbia promiscuità con istanze para-reazionarie, ostili, più che al mercato globale, al vento impetuoso del progresso tecnologico.Ma che si tratti di un movimento globalizzato, pacifista e pacifico, anti-nazionalista, multiculturale e plurale, dovrebbe essere ormai chiaro.In questa luce, la scelta di Firenze appare molto meno bislacca di quanto si vociferasse alla vigilia.

La fiducia dei suoi amministratori nel buon esito della tre giorni dipendeva anche dal fatto, innegabile, che Firenze è una città del mondo, e farne un chiuso sito museale, o peggio una ridotta bottegaia violabile solo con le carte di credito, sarebbe stato penoso e soprattutto irriguardoso per Firenze stessa.Bene o male, con ingenuità o con acume, con faziosità preconcetta o con volontà di approfondimento, la marea di ragazzi accorsi a Firenze da tutta Europa e da mezzo mondo ha l'ambizione di avere uno sguardo ampio sui problemi della Terra e dei suoi popoli. Se le ragazzine che suonavano ai campanelli, pregando i fiorentini di aprire i loro water per compensare lo sgarbo dei negozi chiusi, sono state uno spettacolo ben diverso dei Truci Riots genovesi, forse è anche perché lo spirito del Social Forum, la sua preparazione, il lavoro degli amministratori, degli organizzatori e delle forze di polizia, erano non solo permeati di uno spirito pacifico, ma anche responsabilizzati dalla coscienza di esibirsi su un palcoscenico così altamente simbolico.Di tante convention e raduni, non era certo questo il meno congruo per Firenze, che è un logo internazionale e una città non così angusta e inamidata come l' hanno descritta o forse sognata certi fiorentini di provincia.(10 novembre 2002).

 

Il ruolo del dollaro USA nel dopoguerra:

Alla fine della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti erano l'unico paese in grado di fornire ai paesi europei e al Giappone, devastati dal conflitto, i beni e i servizi di consumo. Si registrò quindi un forte aumento delle esportazioni di beni dagli Stati Uniti e, poiché questi beni venivano pagati in dollari USA, questa moneta divenne molto ricercata e il suo valore di mercato aumentò. Nel 1944, nella conferenza di Bretton Woods, i paesi a economia di mercato scelsero un nuovo sistema di cambi, basato non più sull’oro, ma sul dollaro USA: il valore di ciascuna moneta nazionale fu fissato in relazione alla moneta statunitense e le riserve monetarie vennero accumulate in questa moneta. Nella stessa conferenza vennero anche create due nuove istituzioni, il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS), detta anche Banca mondiale. Il sistema dei cambi di Bretton Woods entrò in crisi nel corso degli anni Sessanta e nel 1971 venne abbandonato a favore di un sistema a cambi parzialmente flessibili. Nel corso di tutti gli anni Settanta, anche a causa della crisi petrolifera, il dollaro si deprezzò nei confronti del marco, dello yen e del franco svizzero.

 

Finanziarizzazione dell’Economia:

Nel corso degli ultimi due decenni, le borse e gli altri mercati finanziari si sono diffusi in tutto il mondo grazie allo sviluppo delle tecnologie informatiche. Questi cambiamenti hanno favorito gli speculatori, investitori che acquistano o vendono ingenti quantità di titoli o di moneta esclusivamente per trarne un guadagno, cercando di anticipare i cambiamenti della domanda e dell’offerta. Alcune banche e società d’investimento sono diventate così ricche da poter influenzare esse stesse l’andamento del mercato finanziario, che quindi dipende sempre meno dalle variazioni dell’economia reale, cioè dalla produzione e dagli investimenti: si parla al riguardo di finanziarizzazione dell’economia, un fenomeno che riguarda particolarmente i paesi a economia di mercato sviluppata, cioè i paesi del Nord America, dell’Europa occidentale e del Sudest asiatico.

 

Effetti della finanziarizzazione:

In seguito all’azione degli investitori, i mercati finanziari e i cambi tra le diverse monete divengono estremamente volatili, cioè variabili in periodi anche molto brevi e senza possibilità di essere previsti. Come venne notato fin dal 1974 da James Tobin, la volatilità dei tassi di cambio è una forte limitazione all’autonomia delle politiche economiche nazionali. I singoli paesi, per evitare che la speculazione colpisca la propria moneta e che gli investitori vendano in massa i titoli di stato, sono costretti a seguire una determinata politica nella fissazione del tasso d’interesse, che deve essere molto alto in modo da attirare gli investitori. Ciò può comportare delle conseguenze negative, poiché il pagamento del debito impegna una grossa parte del reddito nazionale a scapito delle politiche sociali e dell’occupazione. Per limitare i danni che movimenti finanziari possono produrre sulle economie dei paesi più esposti alle speculazioni (e quindi soprattutto i paesi in via di sviluppo), James Tobin nel 1972 propose una tassa sui movimenti finanziari speculativi. Accolta senza entusiasmi negli anni Settanta, in un momento di grande euforia dei mercati, negli anni Novanta la Tobin Tax è stata riproposta e molti studiosi e organizzazioni internazionali, e qualche governo(ad esempio quello francese), ne stanno valutando l’applicabilità.

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di caravillanir (23/03/2004 - 09:40)

lavoro svolto da:

Ceccarelli Christian Caravillani Roberta

ROBOTICA:

http://robot2.disp.uniroma2.it/~fmartine/MotPlan/dispensa.pdf

dispensa pdf sui robot - pianificazione del mondo dei robot dipartimento robotica università Roma2

http://www.cardiochirurgia.org/robot.html Robotica applicata alla chirurgia

http://www.bdp.it/~toee0014/progetti/robotica/homerob.htm Come è fatto un robot

http://www.robotlab.ian.ge.cnr.it/ Temi di ricerca,progetti,laboratori,prototipi,ecc..

http://www.scuoladirobotica.it/archivionews.php Perché la robotica?Una scienza nuovo?Una cyber scuola?Ecc...

http://www.mediamente.rai.it/home/tv2rete/mm9899/98120711/n981207.htm Approfondimento sulla vita artificiale e sulla robotica

http://www.x85.net/cose/cose.php?id=1 Come si costruisce un robot

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di othello156 (23/03/2004 - 09:39)

 

                 FAST E SLOW FOOD             Di:   Strazzera Giuseppe e Politanò Valerio

 Mc Donald, Burger King, Spizzico, sono solo alcuni dei più famosi fast food presenti sul territorio nazionale.Una nuova cultura culinaria,quella dei fast food, importata dall’America, fatta di cibi precotti, surgelati, grassi e in esubero di colesterolo,ma pronti in 5 minuti, sicuramente diversa da quella italiana, fatta invece di cibi complicati, di abbinamento di vini, di relax e di passione.

La settimana lavorativa, con i suoi ritmi frenetici, 20 minuti di pausa pranzo, stress, sigarette e caffè, ci induce spesso a rivolgerci ai fast food.Si mangia in pochi minuti, la spesa è minima, circa 5€, e alla fine si è anche sufficientemente sazi.In famiglia molto spesso lavorano sia l’uomo che la donna, e la sera quando si torna a casa è difficile che ci si metta a cucinare,e quindi si scelgono sempre più cibi precotti e raramente pizze a domicilio.

Ma ecco che nel fine settimana la famiglia media italiana sente il bisogno di un buon piatto di spaghetti,fettuccine,lasagne,bucatini,magari associate ad un Lacrima di Moro,un Cesanese,seguiti da una fiamminga di carne di maiale o da un abbacchietto.Insomma un bel pranzo completo.

Fra le due tipologie è inutile specificare qual è la più genuina. Ma per una corretta informazione andremo a controllare grazie a studi scientifici la genuinità della gamma dei prodotti offerti dalle stesse.

 FAST-FOOD:

Alcuni studiosi svedesi hanno messo sotto accusa i pasti che vengono consumati, peggio se con regolarità, nei cosiddetti Fast Food. Questi ricercatori sostenevano che poteva esistere una certa correlazione tra il rischio di sviluppare la malattia di Crohn o la rettocolite ulcerosa e l’introduzione di grosse quantità di glucidi, evenienza probabile quando si consumano i propri pasti nei fast food.

Lo studio di Stoccolma ha coinvolto 152 soggetti affetti dalla malattia di Crohn, 145 persone con la rettocolite ulcerosa e 305 soggetti sani. In seguito a domande sulle loro abitudini alimentari è risultato che, coloro che avevano l’abitudine di consumare almeno 2 pasti alla settimana in un fast food, manifestavano una probabilità 3,4 volte maggiore, rispetto ai controlli, di sviluppare la malattia di Crohn e un rischio 3,9 volte maggiore nei confronti della rettocolite ulcerosa. Gli alimenti messi sotto accusa da questo studio sono specialmente gli hamburger e gli hot dog accompagnati da senape e Ketchup, le patatine fritte con le varie salse e le bevande definite "soft" ricche di zucchero. 
Naturalmente non tutti condividono questa opinione, infatti, ricercatori americani sostengono che non è mai stata notata nessuna reale correlazione tra un particolare cibo e l’insorgenza di queste patologie.

Anche alcuni studiosi giapponesi hanno fatto scoperte interessanti:  hanno visto che, seguendo un regime alimentare simile a quello dei monaci Zen, basato principalmente sul consumo di grano e di farinacei, si abbassa notevolmente il livello di colesterolo plasmatico e, di conseguenza, diminuisce anche il rischio di patologie cardiovascolari. Questo studio è stato eseguito su 22 soggetti novizi che, dopo essere andati in un tempio, hanno seguito la dieta tipica dei monaci: il risultato ottenuto, dopo un anno di questo regime alimentare che prevedeva l’introduzione di 3 mg. al giorno di colesterolo contro una media di 266 mg. delle diete precedenti, è stato quello di avere una riduzione drastica della colesterolemia. 
Bisogna però dire che i Giapponesi esaminati, già alla partenza dell’esperimento, avevano dei valori di colesterolo decisamente più bassi rispetto allo standard medio.

Il livello raccomandato di assunzione di colesterolo è stato stabilito in 300 mg/giorno per gli adulti (WHO 1990), mentre il contenuto di colesterolo nella dieta Italiana tradizionale è stato stimato in 317 mg /giorni sulla base di determinazioni analitiche (Pizzoferrato & Nicoli 1994).

   

SLOW FOOD
Il concetto di "Slow-Food" nasce in contrasto al modello alimentare del "Fast Food" ed implica il ritrovato piacere di un ritmo di vita meno frenetico, che da’ spazio ai piccoli piaceri della nostra esistenza, come per esempio quello della tavola e del mangiare sano nel rispetto della tradizione culinaria.

Mangiare in modo diverso, rispettando ritmi più lenti, seduti a tavola magari scambiando alcune parole con gli altri commensali è sicuramente un momento di vita piacevole. Ed è proprio in difesa di questi valori che nasce in Piemonte nel 1986 un’associazione, che ora si chiama Slow Food Arcigola e che si pone l’obiettivo di cancellare le abitudini che tendono ad appiattire e ad annullare il piacere della tavola e del pasto. Dopo alcuni anni, precisamente nel 1989, il movimento si internazionalizza dando vita al Movimento Internazionale Slow Food
 

Manifesto Slow  Food

Questo nostro secolo, nato e cresciuto sotto il segno della civiltà industriale, ha prima inventato la macchina e poi ne ha fatto il proprio modello di vita.
La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus: la Fast Life, che sconvolge le nostre abitudini, ci assale fin nelle nostre case, ci rinchiude a nutrirci nei Fast Food.
Ma l'uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocità che può ridurlo a una specie in via d'estinzione.
Perciò, contro la follia universale della Fast Life, bisogna scegliere la difesa del tranquillo piacere materiale. Contro coloro, e sono i più, che confondono l'efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un'adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.
Iniziamo proprio a tavola con lo Slow Food, contro l'appiattimento del Fast Food riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali.
Se la Fast Life in nome della produttività ha modificato la nostra vita e minaccia l'ambiente e il paesaggio, lo Slow Food è oggi la risposta d'avanguardia.
E' qui, nello sviluppo del gusto e non nel suo immiserimento, la vera cultura, di qui può iniziare il progresso, con lo scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti.
Lo Slow Food assicura un avvenire migliore.
Lo Slow Food è un'idea che ha bisogno di molti sostenitori qualificati, per fare diventare questo moto (lento) un movimento internazionale, di cui la chiocciolina è il simbolo.

Approvato al Congresso di Fondazione di Slow Food
Parigi, 9 dicembre 1989

 

  Conclusioni

Non esistono controindicazioni reali nei confronti dell’alimentazione basata sul Fast Food, oppure consigli da dare in proposito. L'unica cosa certa è che ognuno di noi è libero di scegliere, basandosi su gusti e desideri personali. Preferire un sistema piuttosto che un altro è una questione squisitamente legata ad una scelta individuale e allo "stile di vita", diverso per ogni individuo, sia per la cultura, sia per le scelte individuali e per i ritmi dettati dalle modalità di lavoro e dall'impostazione della quotidianità.

http://www.benessere.com/alimentazione/fast_food.htm

 

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di colellas (23/03/2004 - 09:28)

Risparmio energetico

Il problema della gestione dell'energia, coinvolge tutti i settori di vita: industria, agricoltura, civile, terziario, pubblica amministrazione.
La gestione energetica non riguarda solo il rifornimento e la distribuzione, ma comprende una razionalità nell'uso finale dell'energia nei punti di utilizzazione.
Pertanto il risparmio energetico è una esigenza vitale della società moderna, definita dall'Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA) "uno sforzo strutturale organizzato volto al risparmio di energia senza ridurre il livello di vita e di produttività".
Anche nel campo dell'energia elettrica è possibile parlare di risparmio e di seguito vengono proposti alcuni esempi.

Gli obiettivi

Negli anni passati, i costi sostenuti per l’acquisto dell’energia elettrica usata nella produzione artigianale ed industriale, erano considerati indiscutibili perché legati a tariffe fisse applicate, in regime di monopolio, da un unico fornitore.

E’ sempre mancata, inoltre, una valutazione del reale fabbisogno energetico con la conseguenza di avere potenze contrattuali impegnate maggiori di quelle necessarie.

Oggi, la gestione dei costi energetici può essere affrontata nel giusto modo, avendo l’opportunità di ottenere i contratti più vantaggiosi tra varie possibilità proposte dal mercato e di gestire i consumi attraverso tecniche di uso razionale dell’energia ed al ricorso di energie alternative.

· diminuire il consumo di chilowattora durante il ciclo produttivo;

· ottenere il miglior contratto di fornitura di energia;

· avviare processi di produzione energetica più efficienti;

· promuovere l'utilizzo di fonti energetiche alternative.

· ottenere il miglior contratto di fornitura di energia;

· avviare processi di produzione energetica più efficienti;

· promuovere l'utilizzo di fonti energetiche alternative.

Cogenerazione

Cogenerarzione significa generare contemporaneamente più fonti di energia secondarie partendo da un'unica fonte primaria.

La fonte primaria utilizzata in un motore primo viene trasformata in energia meccanica e/o elettrica ed energia termica

Un tipico esempio di cogeneratore è il motore dell'automobile che consente di produrre, da una fonte primaria quale è l'energia chimica del combustibile, sia energia meccanica (per muovere l'auto), sia energia elettrica (per il funzionamento delle apparecchiature elettriche dell'auto), sia termica (per riscaldare l'abitacolo dell'auto).

Quindi l'utilizzo di un sistema di cogenerazione consente di produrre calore da utilizzare nell'ambito aziendale (riscaldamento di fluidi per le lavorazioni, riscaldamento dell'ambiente, ecc) e recuperare una certa quantità di energia primaria, che altrimenti verrebbe dissipata nell'ambiente esterno, per produrre energia elettrica (utilizzabile in proprio o cedibile se in eccesso).

Tale recupero, in termini di efficienza, significa far aumentare il valore del rendimento globale del sistema che si traduce in un risparmio energetico.

 

tabella

 

L'investimento nella cogenerazione ha un ritorno economico (pay back) in tempi brevi, proprio per le sue caratteristiche di efficienza.

Un ulteriore fattore, sotto l'aspetto economico, è costituito dalla possibilita' di ottenere finanziamenti, incentivi e contributi per realizzare un impianto di cogenerazione.

Le proprietà particolari della cogenerazione, sia sotto il profiio energetico che ambientale, sono oggi ampiamente riconosciute ed incentivate, sia nell'ambito della Comunita' Europea che nello stesso quadro legislativo italiano.

Il D.P.R. 412/ 93 al punto E3 dell'allegato D, prescrive al progettista di valutare le fonti rinnovabili e la cogenerazione come soluzione prioritaria per soddisfare il fabbisogno energetico degli edifici di proprieta' pubblica o adibiti ad uso pubblico.

All'interno del "Piano energetico nazionale" la cogenerazione viene assimilata alle "fonti di energia rinnovabili", con una serie di interventi mirati ad agevolare anche le piccole e medie imprese nel miglioramento della loro efficienza energetica; la tariffazione del gas metano utilizzato per la produzione di energia elettrica nelle condizioni stabilite dalla normativa usufruisce della defiscalizzazione; finanziamenti agevolati e contributi sono periodicamente messi a disposizione da Stato e Regioni.

LE ALTERNATIVE

Energia idroelettrica


L'energia idroelettrica è l'unica energia da fonte rinnovabile che viene utilizzata su larga scala e il suo contributo alla produzione mondiale di energia elettrica è cresciuto dal 14.5% del 1986 al 20% del 1992.

L'energia idroelettrica è ampiamente utilizzata ogni volta che le caratteristiche naturali e le condizioni economiche lo rendono possibile.

L'energia del Sole fa evaporare l'acqua dagli oceani e il vapore risale a grandi altezze in atmosfera. Quindi l'acqua acquista energia potenziale nonché energia cinetica quando, infine, cade sulla Terra sotto forma di pioggia sulle montagne o scorre verso il mare nei fiumi lungo i quali possiamo costruire delle dighe. Infatti si può dire che l'acqua è il fluido in una enorme macchina termica alimentata dal Sole.

Gli ingegneri che partecipano alla progettazione e alla realizzazione di impianti idroelettrici devono prendere decisioni importanti, dopo aver considerato la geografia del luogo, l'ambiente biologico e il tipo e le dimensioni dell'impianto.

La forza del vento


Gli esseri umani hanno utilizzato con successo la forza del vento fin dall'antichità. L'energia eolica è, alla fin fine, una risorsa fornitaci dal Sole e si crea, principalmente, per le differenze di temperatura tra la terra, l'aria e il mare e, chiaramente, tra le calotte polari e l'Equatore.

La potenza contenuta nel vento rappresenta un'enorme fonte di energia. Ci sono circa 20.000 turbine a vento connesse alla rete elettrica ed operative in tutto il mondo.

Solo una piccola parte dell'energia del vento può essere sfruttata a causa di vincoli tecnologici ed anche sociali.

Le pale delle turbine a vento usano il movimento dell'aria per far ruotare un generatore elettrico simile a quello degli impianti idroelettrici.

L'effettiva potenza generata è direttamente legata alla velocità del vento in modo che, se la velocità del vento cala di un 10 per cento, ci sarà una diminuzione del 30 per cento dell'energia disponibile. Tra i vari fattori che influenzano la velocità del vento ci sono effetti geografici locali, come le asperità del terreno e l'altezza delle correnti d'aria.

Negli ultimi 20 anni, sono stati compiuti molti progressi nella tecnologia per convertire energia cinetica in energia elettrica.

La potenza del sole


La luce del sole è la più grossa risorsa energetica del mondo e per migliaia di anni gli esseri umani hanno usato efficacemente l'energia solare per produrre luce e calore e per far crescere i raccolti.

In meno di 40 minuti, gli Stati Uniti ricevono più energia dal Sole di quanta non ne ottengano bruciando combustibili fossili per un anno!

Sebbene la luce del sole possa essere raccolta da pannelli solari e utilizzata per il riscaldamento delle abitazioni e la fornitura domestica di acqua calda, i raggi solari non concentrati non sono abbastanza potenti da costituire un efficiente sistema di produzione dell'energia.

La quantità di energia solare disponibile sulla superficie terrestre è pari a circa 1kW di energia termica per metro quadro.

L'idea di utilizzare un gran numero di pannelli riflettenti (detti eliostati) o specchi a più facce per concentrare la radiazione solare ha una storia antica che risale almeno al 212 a.C., quando Archimede, nell'antica Siracusa, utilizzò degli scudi di bronzo lucidati per focalizzare i raggi del sole sulle vele delle navi romane, incendiandole. In linea teorica, utilizzando specchi e lenti, si potrebbe raggiungere la temperatura della superficie del Sole

L'energia idroelettrica è l'unica energia da fonte rinnovabile che viene utilizzata su larga scala e il suo contributo alla produzione mondiale di energia elettrica è cresciuto dal 14.5% del 1986 al 20% del 1992.

L'energia idroelettrica è ampiamente utilizzata ogni volta che le caratteristiche naturali e le condizioni economiche lo rendono possibile.

L'energia del Sole fa evaporare l'acqua dagli oceani e il vapore risale a grandi altezze in atmosfera. Quindi l'acqua acquista energia potenziale nonché energia cinetica quando, infine, cade sulla Terra sotto forma di pioggia sulle montagne o scorre verso il mare nei fiumi lungo i quali possiamo costruire delle dighe. Infatti si può dire che l'acqua è il fluido in una enorme macchina termica alimentata dal Sole.

Gli ingegneri che partecipano alla progettazione e alla realizzazione di impianti idroelettrici devono prendere decisioni importanti, dopo aver considerato la geografia del luogo, l'ambiente biologico e il tipo e le dimensioni dell'impianto.

La forza del vento


Gli esseri umani hanno utilizzato con successo la forza del vento fin dall'antichità. L'energia eolica è, alla fin fine, una risorsa fornitaci dal Sole e si crea, principalmente, per le differenze di temperatura tra la terra, l'aria e il mare e, chiaramente, tra le calotte polari e l'Equatore.

La potenza contenuta nel vento rappresenta un'enorme fonte di energia. Ci sono circa 20.000 turbine a vento connesse alla rete elettrica ed operative in tutto il mondo.

Solo una piccola parte dell'energia del vento può essere sfruttata a causa di vincoli tecnologici ed anche sociali.

Le pale delle turbine a vento usano il movimento dell'aria per far ruotare un generatore elettrico simile a quello degli impianti idroelettrici.

L'effettiva potenza generata è direttamente legata alla velocità del vento in modo che, se la velocità del vento cala di un 10 per cento, ci sarà una diminuzione del 30 per cento dell'energia disponibile. Tra i vari fattori che influenzano la velocità del vento ci sono effetti geografici locali, come le asperità del terreno e l'altezza delle correnti d'aria.

Negli ultimi 20 anni, sono stati compiuti molti progressi nella tecnologia per convertire energia cinetica in energia elettrica.

La potenza del sole


La luce del sole è la più grossa risorsa energetica del mondo e per migliaia di anni gli esseri umani hanno usato efficacemente l'energia solare per produrre luce e calore e per far crescere i raccolti.

In meno di 40 minuti, gli Stati Uniti ricevono più energia dal Sole di quanta non ne ottengano bruciando combustibili fossili per un anno!

Sebbene la luce del sole possa essere raccolta da pannelli solari e utilizzata per il riscaldamento delle abitazioni e la fornitura domestica di acqua calda, i raggi solari non concentrati non sono abbastanza potenti da costituire un efficiente sistema di produzione dell'energia.

La quantità di energia solare disponibile sulla superficie terrestre è pari a circa 1kW di energia termica per metro quadro.

L'idea di utilizzare un gran numero di pannelli riflettenti (detti eliostati) o specchi a più facce per concentrare la radiazione solare ha una storia antica che risale almeno al 212 a.C., quando Archimede, nell'antica Siracusa, utilizzò degli scudi di bronzo lucidati per focalizzare i raggi del sole sulle vele delle navi romane, incendiandole. In linea teorica, utilizzando specchi e lenti, si potrebbe raggiungere la temperatura della superficie del Sole

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di dtiberia (23/03/2004 - 09:18)

                                                                                    Svolto da: D. Tiberia e S. Giarlini

 

Ogm: organismi geneticamente modificati

 

Le manipolazioni genetiche, sono un argomento noto dagli anni '70. È negli anni '80 però che negli USA prima e poi in altri paesi anche europei, si sono create aziende, industrie e multinazionali in questo settore. Negli Stati Uniti in particolare il settore delle manipolazioni genetiche si è prima sviluppato nel settore bio-medico, poi anche in quello agro-alimentare. Si può quindi definire OGM un organismo nel quale è stato inserito un gene estraneo a quell'individuo, a quella popolazione, a quella specie. Generalmente si inseriscono geni di specie assolutamente diverse, ma è possibile utilizzare anche geni della stessa specie. Con questo trasferimento si ottiene un nuovo individuo cosiddetto transgenico. Da qui si arriva anche ai cibi transgenici cioè derivati da organismi geneticamente modificati. Inutile sottolineare che l'applicazione delle manipolazioni genetiche nei vari settori solleva parecchie questioni, e non è priva di rischi potenziali.

Esiste un problema di impatto diretto delle manipolazioni genetiche in agricoltura per quanto riguarda ambiente e salute.

 

Danni ambientali


Quando si utilizzano piante e animali transgenici, che vengono immessi nell'ambiente naturale, il processo è irreversibile e non controllabile come avviene in ambiente confinato. Il problema riguarda il fatto che ancora non si è in grado di prevedere che cosa succederà all'ambiente inserendovi piante ed animali transgenici. Lo spettro, costantemente evocato dalle associazioni ambientaliste, è l'inquinamento genetico con un carattere che intacca gli equilibri ambientali e che trasferendosi in direzioni non prevedibili e non volute può avere così effetti sconvenienti. Ne consegue un rischio per la biodiversità del pianeta, la sua vera ricchezza. La prospettiva, piuttosto inquietante (e al momento fantascientifica per la verità) è quella di un pianeta dove tutti sono uguali, clonati, nel quale per una singola malattia si rischia la l'estinzione della specie, in quanto tutti hanno le stesse difese immunitarie.

 

Danni alla salute


Oltre ai rischi ambientali potrebbero presentarsi rischi diretti per la salute dell'uomo con il consumo di cibi transgenici. Per esempio, inserendo nei cibi  nuove proteine a cui è possibile reagire con intolleranze e allergie; o ancora potrebbe accadere  che, insieme al gene per il carattere desiderato (p.e. per la resistenza agli insetti), si inserisca anche un gene marcatore (quello che serve a verificare se la modificazione è andata a buon fine) che potrebbe dare resistenza agli antibiotici. Infine il rischio potenziale più inquietante riguarda l'instabilità del patrimonio genetico, aumentando la ricombinazione, fenomeno per ora riscontrato solo nelle piante.

 

http://www.dica33.it/argomenti/bio_tecnologie/cibi_transgenici.asp

LE NORME EUROPEE APRONO AL TRANSGENICO

Il lungo braccio di ferro tra Stati Uniti ed Europa, fino ad oggi ha relegato le produzioni ogm oltreoceano. Nel 1999 le coltivazioni provenivano per il 72% dagli Stati Uniti, per il 17% dall’Argentina, 10% dal Canada ed 1% dalla Cina. Ad oggi nell’Unione Europea solo poche migliaia di ettari sono stati messi in produzione, la quasi totalità dei quali in Spagna.
Ma le ultime decisioni che si stanno assumendo a Bruxelles stanno portando ad una evoluzione negativa della legislazione europea.
I recentissimi Regolamenti Comunitari 1829/2003 e 1830/2003 hanno iniziato a sgretolare la moratoria all’introduzione degli ogm nell’Unione Europea. L’UE ad oggi ha autorizzato l’entrata di pochissime varietà di mais e soia (autorizzazione che in Italia era stata ulteriormente limitata del cosiddetto Decreto Amato).
Con i nuovi Regolamenti si impone agli Stati dell’Unione di aprire le frontiere ai cibi e mangimi zootecnici ogm che saranno autorizzati non più su base nazionale, ma dall’Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare.
Inoltre non dovranno essere etichettati come cibi ogm tutti quei prodotti che li contengono in misura inferiore allo 0,9%.
Un altro provvedimento in itinere a Bruxelles, è la Raccomandazione in materia di coltivazione degli ogm, con cui si intende costringere gli stati ad approvare specifici provvedimenti nazionali per definire le forme di coesistenza tra coltivazioni ogm e non.

UNIONE EUROPEA TRANSGENICA

L’Unione Europea presenta le prossime disposizioni, sulle quali si è aperto un braccio di ferro con paesi che vogliono vedersi riconosciuto il diritto a rimanere “ogm free” cioè liberi di vietare almeno la coltivazione sul proprio territorio di piante geneticamente manipolate, dichiarando che all’agricoltore va lasciata libertà di scelta, Secondo l’UE “ogni agricoltore deve poter coltivare ogm se lo vuole”, ma questa libertà di scelta per “l’agricoltore ogm” diventa una coercizione per chi coltiva nei territori circostanti, che si troverebbe automaticamente un raccolto transgenico.
Chi sceglie gli ogm sceglie anche per gli altri, la libertà di scelta viene a questo punto negata e non difesa.

AGRICOLTURA BIOLOGICA A RISCHIO

Il massimo dei rischi li corre l’agricoltura biologica, riconosciuta proprio dall’UE con un Regolamento Comunitario 2092 del 1991. Per l’agricoltura biologica vige il divieto di contaminazione anche accidentale, in caso di accertata presenza di ogm non è consentito vendere le produzioni come biologiche, chi commercializza prodotti bio che non sono tali rischia la contestazione del reato di frode commerciale.
Secondo il Centro Comune di Ricerca dell’ Unione Europea, l’agricoltura per mantenere i livelli di purezza previsti dalla legislazione comunitaria dovrebbe affrontare degli incrementi dei costi di produzione tra il 10% ed il 40%.
Secondo uno studio dell’Organic Farm Research Foundation l’11% dei raccolti biologici americani risulta contaminato e un numero crescente di produttori rischia di perdere definitivamente la certificazione.
In Spagna sono stati segnalati numerosi casi di aziende agricole biologiche contaminate.
Per sottrarsi a questo rischio e per trovare nuovi mercati interessati ai prodotti ogm free il 14 ottobre lo stato del Paranà (Brasile) e successivamente il Mato Grosso (da cui proviene il 76% della soia brasiliana) hanno vietato con legge coltivazione e transito di ogm sul proprio territorio.

NUOVI MONOPOLI
Chi controlla il seme ogm si sta appropriando di gran parte dei passaggi della filiera agricolo alimentare, (in alcuni casi decide la natura della stessa manipolazione e del brevetto in relazione alle possibilità di controllo monopolistico del sistema). In questa logica la multinazionale del seme vende anche pesticidi, stipula contratti di coltivazione con gli agricoltori, ritira e trasforma i prodotti, colloca il cibo anche attraverso le catene di ristorazione che non usano e non hanno alcun interesse verso i prodotti del territorio (Mc Donalds è un classico esempio di standardizzazione e importazione anche dei prodotti che possono essere reperiti sul mercato nazionale del paese in cui si opera).

ESTATE 2003: LA CONTAMINAZIONE NASCOSTA
Sbagliamo se pensiamo che il rischio ogm venga solo dalle nuove norme, come ci ha dimostrato la vicenda dei campi di mais transgenico individuati durante l’estate in un primo momento nel nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli ed Emilia Romagna) e successivamente, grazie all’azione svolta dai Verdi, venuta a galla anche nelle Marche ed Umbria ed a seguire in Toscana ed Abruzzo.
A seguito di un provvedimento del Ministero per la salute nel 2002 furono abrogate le disposizioni che consentivano di effettuare alle frontiere portuali assieme ai controlli fitosanitari dei prodotti vegetali la ricerca degli ogm. Dopo il terzo carico di semi ogm individuati alle frontiere e respinti al mittente il Ministero bloccò i controlli e puntualmente nel 2003 centinaia di ettari di mais transgenico sono stati inconsapevolmente seminati da agricoltori che avevano acquistato sementi certificate dalla Pioneer come “ogm free”.
Anche nelle Marche, l’azione dei Verdi sulla vicenda del mais è servita ad aprire gli occhi all’opinione pubblica ed alla classe politica (che in un primo momento aveva sottovalutato l’importanza della situazione) sulla pericolosa ingerenza degli ogm sulle prospettive di sviluppo dell’agricoltura regionale.
Proprio dalle Marche è partita la contestazione al protocollo di intesa con cui il MIPA in pieno ferragosto ha consentito alle società sementiere di non rispondere in sede giudiziaria dei danni provocati alle aziende agricole dalla vendita fraudolenta di sementi ogm.
Il protocollo, ha consentito la consegna di un corpo di reato (il mais ogm prodotto dai campi illegali) alle società sementiere responsabili dell’accaduto e contemporaneamente ha impedito la distruzione delle piante prima della completa maturazione del seme, soluzione questa adottata dalla Regione Piemonte.
Grazie alla caparbietà dei Verdi ai due campi ritrovati a Sant’Elpidio se ne è aggiunto un altro al confine tra la provincia di Macerata e quella di Ascoli Piceno ed è venuto a galla che il sistema di controllo a posteriori non è stato in grado di rintracciare tutti i campi, anzi in tutti i casi in cui il seme è stato comperato con scontrino anziché con fattura dall’agricoltore, non è stato possibile rintracciare il campo contaminato.
Da questi fatti si giunge alla conclusione che una volta diffuso l’ogm nell’ambiente il controllo a posteriori è difficile, oneroso sotto tutti i punti di vista, ma soprattutto inefficace.
Se non vogliamo contaminazioni generalizzate ed incontrollate, l’unico strumento è “mantenere il territorio libero dagli ogm”.

STOP AI CIBI TRANSGENICI
Le piante transgeniche:
- non producono di più
- non servono e non le vogliono gli agricoltori
- non le chiedono i consumatori
- non costituiscono lo strumento per affrontare il problema della fame nel mondo
- non danno certezza sugli effetti a medio termine sulla salute e sull’ambiente

Perché dobbiamo accettarle, o meglio subirle?
Anche se ne fosse provata la totale innocuità per la salute pubblica, la presenza di ogm nella nostra agricoltura sarebbe quantomeno non necessaria.
La maggioranza degli Italiani e dei cittadini europei non vuole ogm. Solo un italiano su dieci (13%) è disponibile a consumare alimenti contenenti ingredienti ogm, ma a condizione di ottenere uno sconto rilevante nel prezzo di acquisto, mentre più della metà dei consumatori (53%) non li acquisterebbe neanche se costassero più del 20% in meno rispetto a quelli tradizionali.
L’ultimo sondaggio per Eurobarometro realizzato per conto della Commissione Europea evidenzia un elevato livello di sfiducia dei consumatori nei confronti dei cibi biotech, il 65% dei consumatori europei non li comprerebbe neanche se contenessero meno grassi. Negli Stati uniti più della metà dei consumatori 55% non li comprerebbe se la loro presenza fosse specificata nelle etichette degli alimenti. Il 92% delle persone intervistate negli Stati Uniti chiede che la presenza degli OGM venga specificata nelle etichette, regola cui si è sempre opposta con successo l’industria alimentare americana.

http://www.greensite.it/ogm/intervento_moruzzi.htm

Tecnologie tradizionali e biotecnologie: continuità o rottura?

Secondo i sostenitori delle biotecnologie non vi sarebbe una differenza di natura fra i prodotti dell'ingegneria genetica e quelli delle tradizionali tecniche di selezione impiegate in agricoltura e nella zootecnia, ma soltanto una differenza di grado: se con le tecniche di incrocio - affermano - il caso gioca un ruolo preponderante, con le biotecnologie è possibile determinare in anticipo con esattezza il risultato della manipolazione (almeno nel caso delle piante). In entrambi i casi, tuttavia, si introducono delle variazioni nel genoma di una specie. Dunque le biotecnologie si inscriverebbero senza soluzione di continuità nella tradizione delle tecniche di ibridazione inaugurata più di 10.000 anni fa dalla nascita dell'agricoltura. Ma, è lecito domandarsi, cosa si può fare adesso con i geni che non si poteva fare in passato? Che cosa cambia quando l'unità che si manipola non è più l'organismo ma il gene? Si tratta solo di una variazione quantitativa? Le pratiche di ibridazione tradizionali hanno sempre trovato un limite naturale posto dai confini di specie che solo raramente si sono potuti attraversare e solo nel caso di specie parenti (o interfeconde). Con la selezione classica è sì possibile far accoppiare un cavallo e un asino e ottenere un mulo, per altro sterile, ma non è possibile incrociare un cavallo e un rapace e ottenere… un ippogrifo (né alcun altro vivente). Con l'ingegneria genetica, è stato invece possibile trasferire il gene dell'ormone umano della crescita nel codice genetico di un roditore e produrre un "super-topo", trasferire un gene della lucciola nel DNA del tabacco e generare una pianta che si illumina, fondere le cellule embrionali di una pecora e di una capra e inventare una nuova creatura dalla testa di capra e il corpo di pecora, chimera degna della penna di Ambroise Paré o della matita di Ulisse Aldrovandi. Dunque una rottura in verità si è prodotta: le biotecnologie infrangono i limiti imposti dalle differenze di specie, e anzi rendono il concetto di specie obsoleto. Si spingono anche oltre infrangendo quelli esistenti fra i regni vegetale e animale. Non resta che misurare la portata degli effetti, vantaggiosi o svantaggiosi, di questa infrazione.

 

 

Vantaggi prospettati

Le promesse delle nuove tecnologie applicate alla vita investono gli ambiti più disparati: dalla medicina, all'ecologia, al settore agro-alimentare e zootecnico. L'ingegneria genetica applicata all'agricoltura presenta sé stessa come il fronte più avanzato nella risoluzione della crisi ecologica prodotta dall'agricoltura industriale e del problema della fame nel mondo. Una scienza della vita sana ed ecosostenibile che può realizzare il sogno ecologista. In particolare, nel settore agro-alimentare, dove maggiormente si sono concentrati gli investimenti e gli sforzi della ricerca, i vantaggi prospettati dalle biotecnologie possono così riassumersi: riduzione dell'uso dei pesticidi grazie alla "selezione" di varietà resistenti ai parassiti, miglioramento delle tecniche di conservazione del cibo, che riduce l'uso di conservanti artificiali e rende disponibili le derrate alimentari più a lungo, miglioramento delle proprietà nutrizionali e organolettiche degli alimenti, incremento della resa delle colture agricole e estensione delle coltivazioni in aree inospitali, come quelle desertiche o fredde.

http://www.prodottitipici.com/parole_ogm.asp

 

 

 

 

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